Tutti gli articoli di Laura Negri

Frammenti di vita

In memoria di GUALTIERO MAGLI

Tra quadri, ricordi e poesie…

Un allestimento di foto, oggetti personali e tele per ripercorrere e celebrare la vita di Gualtiero Magli sul piano artistico e personale.

Verrà inoltre presentata la sua raccolta di poesie.

Inaugurazione mostra

sabato 29 gennaio 2022

ore 16.00

PALAZZO PIROLA – piazza della Repubblica, 1 Gorgonzola

Orari di apertura:
sabato 29 e domenica 30 gennaio 2022
10:00-12:30 – 13:30-18:30

Da questa casa di fango

Mostra antologica di pittura di Vincenzo Gornati

INAUGURAZIONE
sabato 4 dicembre 2021, ore 16.00

Si da spesso per scontato che un pittore sia figlio delle suo tempo e delle tendenze artistiche predominanti nel periodo della sua vita. La mostra antologica del pittore Vicenzo Gornati cambia invece completamente prospettiva: del suo tempo assume con impegno le grandi domande sull’esistere, dell’umano che si apre al trascendente.

Questo binomio artistico “umano-oltre” sembra ricuperare, almeno dal punto di vista umano, quella visione esistenzialista e tormentata del novecento, dove l’uomo è rappresentato nella sua nudità, spogliato di ogni formalità: fragile, vuoto, disperato.

La sua tavolozza, tipicamente espressionista, diventa un “urlo di colori” dove la disperazione è l’ultimo gradino verso il nulla. Eppure prima di arrivare a questo fondo l’uomo, in ogni sua sfaccettatura, diventa l’artigiano del suo divenire. In questi quadri spunta spesso il giallo che diventa il punto focale dell’opera. Con la sua luce mostra tutti i particolari del quotidiano. Al contrario, se dell’uomo si desiderano esaltare i limiti o i momenti di gioia, la scelta di Gornati diventa una gamma di rossi che non solo interrompono il grigio degli abiti quotidiani, ma diventano l’attore indispensabile del quadro, perché proprio in quelle situazioni si costruiscono i contatti veri o le incomprensioni che portano all’ isolamento.

In questa mostra antologica, si trovano i contenuti del mio percorso artistico: il tentativo di narrare per immagini le domande esistenziali di sempre, sull’uomo, la sua storia e del suo rapporto con l’Altro, il trascendente, l’indicibile.
Di questo mio percorso pittorico fa sintesi il titolo scelto per la rassegna. “Da questa casa di fango”, da dentro questa nostra esistenza fragile e complessa, alla ricerca inquieta di un senso, fino “…a scrutare l’oceano del cielo”, un Oltre e sete di infinito che ci abitano. L’esistenza umana è per sua natura fragile.

La fragilità come ombra, come notte oscura dell’anima, ma anche come grazia, come linea luminosa della vita che apre a infiniti orizzonti di senso.
Cosa sarebbe la condizione umana stralciata dalla fragilità e dalla sensibilità, dalla debolezza e dalla instabilità, dalla vulnerabilità e dalla finitudine, e insieme dalla nostalgia e dall’ansia di un infinito, anelato e mai raggiunto?

Eugenio Borgna

BIOGRAFIA

Sono nato a Ossona nel 1944, un piccolo paese del Magentino. Vivo ed opero a Vimodrone. Pur nelle sue forme evolutive, la mia è una pittura figurativa, caratterizzata dall’uso dell’acrilico, spesso su tele di grande formato. Contorno le mie opere di una simbolica narrativa, sviluppata per cicli tematici.
L’iniziale pittura sociale. L’arte sacra, espressa in modo particolare attraverso le tavole della Biblia Pauperum. Il ciclo di “Il grido dell’uomo e il silenzio di Dio”, con immagini sull’uomo storicizzato nel suo dramma di esistere e le sue domande.
Altre opere narrano di viaggi fantastici e di incursioni dentro il mondo della “Follia creativa” e delle fiabe, a dare forme e colore a quell’essenziale, nascosto sotto alle apparenze e visibile solo agli occhi del cuore.
Di recente mi sono dedicato anche all’arte su strade, i murali, come espressione di arte pubblica. L’ultimo lavoro, dopo quello di Carugate e di Vimodrone, è stato il murale realizzato ad Ossona, dove è rappresentato “Al Gamba de Legn” con la vecchia stazione ed aneddoti correlati al mitico tranvai che collegava Milano con l’hinterland.
Ho esposto le mie opere soprattutto in spazi pubblici: chiese, teatri, scuole, sale comunali.

Autodidatta, attualmente mi ispiro alle forme e alla creatività di Emilio Tadini, alla simbolica di Marc Chagall, alla poetica e spiritualità di Davi Maria Turoldo, ma soprattutto alla fantasia creatrice dei bambini.

OROLOGIKO.IT iN FIERA

Il mondo dell’orologeria a Palazzo Pirola

27-28 NOVEMBRE 2021

10.00 – 18.00 in Piazza della Repubblica, 1 – Gorgonzola

Esposizione

12 espositori provenienti da tutta Italia
con orologi vintage e moderni

Carlo Boggio Morezzi
Fondatore del marchio OISA – Unica manifattura Italiana

Marco Mantovani
Marchio LOCMAN

Consulenza

Vendita

orologi da polso, tasca e pendoleria

Laboratori di didattica per adulti e ragazzi

EVOLUZIONE

Fra estetica dell’abbandono
e sentimenti nel tridimensionale

PERSONALE DI FRANCO ERRENI

INAUGURAZIONE
sabato 6 novembre 2021, ore 16.30

Si addice bene questa parola evoluzione al percorso artistico di Franco Erreni: la sua  è la ricerca continua di forme espressive e di tematiche che possano sempre di più comunicare la sua ansia di approfondire il senso delle cose.

Una evoluzione, appunto, che si esprime dal passaggio dalla prima pittura (sotto l’influsso paterno) di paesaggi bucolici, cieli pieni di nuvole, campi, silenzio e poesia  alla scintilla scoccata davanti alla materia inerte per eccellenza: gli scarti e i cumuli di spazzatura.

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“Erreni sembra voler dire la profonda convinzione che vi è nelle cose una qualità ostinata e caparbia, che si conserva anche quando si trovano consegnate all’abbandono.
Di più, egli afferma che questa è una qualità estetica, che si rinforza nonostante ogni contraria apparenza e proprio in virtù del luogo: desolato stratificarsi di memorie.
Egli opera dunque la scelta di un soggetto di forte impatto sociale, che non si impone tuttavia per il suo valore ideologico, ma si dispiega per tramite poetico come categoria estetica squisitamente pittorica”.

Stefano Crippa

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Evoluzione infine nella materialità della forma espressiva della scultura. In questa nuova tridimensionalità, la ricerca rimane sempre la stessa: quella di un senso morale nelle dinamiche del vivere, dalla poesia dei sentimenti alla denuncia sociale. Sculture dalle cui levigate superfici Erreni sa proporre significati e riflessioni sempre sorprendenti.

Biografia

Nato a Milano nel 1952, ha ereditato dal padre Sergio la passione per il disegno e la pittura, iniziando sotto la sua guida ad usare colori ad olio. Nel tempo, questa sua forte passione per la pittura è diventata una componente fondamentale della sua vita, cui ha dedicato energie e studi.

Nel 1989 frequenta il corso di disegno, pittura e Storia dell’Arte organizzato dal Comune di Gorgonzola e tenuto dai maestri Loris Riva e Giorgio Carlassara.

Dal 2008 al 2013 ha frequentato corsi di pittura e di disegno dal vero presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA).

Da qualche anno si sta dedicando alla scultura lignea ed alla modellazione della creta; insieme ad una scuola di artisti, partecipa a numerose esposizioni collettive e simposi.

IN MOSTRA fino al 21 NOVEMBRE 2021
• dal lunedì al venerdì 15.00-19.00
• sabato e domenica 10.00-12.00 |14.00-19.00

PHOTO FESTIVAL 2021

INAUGURAZIONE venerdì 15 ottobre 2021, ore 18.00

Apertura al pubblico: venerdì 16.00-19.00, sabato e domenica 10.00-12.00 |16.00-19.00

Fino al 31 ottobre 2021 sarà Photofestival, la grande rassegna di fotografia d’autore giunta alla sua sedicesima edizione, in un appuntamento rinnovato che è sia in presenza che online.

Un palinsesto con 150 mostre diffuse dal cuore di Milano al territorio dell’area metropolitana milanese fino a quello di alcune province limitrofe – Monza, Pavia, Lecco e Varese – in luoghi canonici, come gallerie e musei, ma anche insoliti cinema, biblioteche, oratori, ristoranti e stazioni ferroviarie.

Evento novità della rassegna il reportage collettivo virtuale sul sito milanophotofestival.it in cui 11 fotografi raccontano il nuovo rapporto tra l’abitare e il verde a Milano.

«Pensiamo che i nuovi rapporti che si devono stabilire fra i cittadini e la città, fra l’abitato e il verde, e fra le persone siano non solo focus fotografici, ma temi di grande attualità per tutti noi», ha sottolineato il Direttore artistico Roberto Mutti durante l’inaugurazione a Palazzo Castiglioni a Milano.

Per il settimo anno consecutivo, dal 15 al 31 ottobre 2021 Photofestival sarà anche a Gorgonzola, nello spazio espositivo di Palazzo Pirola con quattro mostre personali, a cura di Ornella Roccuzzo, che dimostrano l’ampliamento dei linguaggi della fotografia che questa sempre più ricca galleria di visioni porta nel panorama culturale italiano.

Enrico Camporese

Venezia Milano – Andata e ritorno

Venezia e Milano sono due città colte da Enrico Camporese non nelle loro differenze, bensì nelle loro particolarità.
Per l’autore il concetto di andare e ritornare che accomuna Milano e Venezia è più uno stato dell’anima che si compone di ricordi, emozioni, curiosità: andare è portarsi la propria città ed è lasciarla, ritornare è scoprire qualcosa di sé mutato dal luogo vissuto.

Le sue fotografie raccontano dunque due realtà caratteristiche, fatte di storia, natura, dettagli architettonici, percorsi di vita, persone che vivono, abitanti e viandanti, fuggevoli o statici.

18 fotografie per 18 modi di guardare, tra realtà e metafisica, due città.

Matteo Donzelli

Capoverde: l’arcipelago in Bianco e Nero

Un reportage esclusivamente in bianco e nero che riprende paesaggi, persone, abitudini e vita di un territorio spesso considerato solo come luogo da cartolina, fatto di resort, relax, tempo sospeso.

Nelle intenzioni di Donzelli c’è la volontà di andare oltre le coloriture che l’opinione comune ha creato. Capoverde è colta nella sua essenza emotiva, nella sua realtà dura e complessa: contrasti, problemi sociali, baraccopoli, inquinamento.

Il reportage, ambientato sulle isole di Sal e di Boa Vista (e che abbraccerà l’intero arcipelago) racconta l’ambivalenza del reale: ciò che per molti è paradiso, per altri è prigione.

Paola Gallo Balma

Il Gaucho Pol

Le fotografie in mostra raccontano la vita e la storia personale di Pol, che ha scelto di fare il gaucho. Ma allo stesso tempo sono anche un ritratto sociale che porta l’osservatore a scoprire di più di questa figura leggendaria a metà strada tra agricoltore, allevatore, cavaliere.

Raccontando tradizioni, vita solitaria e a contatto con la natura, le fotografie poi indugiano sulla storia personale di Pol, che ha scelto di vivere una vita di solitudine per disperdere nelle praterie della Patagonia i ricordi dolorosi del passato, come la perdita della moglie e della figlia.

Un reportage intimista dove lo sguardo non è solo racconto ma anche ritratto interiore.

Giuliano Leone

Seagull friendly

I gabbiani subiscono una doppia narrazione.
Da un lato c’è quella suggestiva e poetica data dalla loro leggiadria e dal loro essere uccelli di mare. Narrazione che ha anche beneficiato di gabbiani letterari come il noto Jonathan Livingstone.
Di contro esiste anche la narrazione reale, più terra a terra, per cui i gabbiani sono dei rapaci di bocca buona alla sola ricerca di cibo.

Questo reportage che sconfina nella fotografia naturalistica racconta la storia di un rapporto bizzarro, nato tra un uomo e un gabbiano.

Un giorno il gabbiano approdò sulla poppa della barca del fotografo. Quest’ultimo stava allestendo il pranzo.
Da lì a condividere il companatico il passo è stato breve….